Intervista a Oscar Mayora, coordinatore del progetto DIPS

Oscar Mayora

Buongiorno, dottor Mayora, e grazie per la sua disponibilità. Vuole presentarsi brevemente?

Buongiorno. Sono Oscar Mayora, responsabile presso FBK di un'unità di ricerca dedicata alla sanità digitale, e coordinatore del progetto DIPS.

Può spiegarci cos'è il progetto DIPS e cosa significa aver ottenuto il "Seal of Excellence" dalla Commissione Europea?

Il progetto DIPS nasce con l'obiettivo di promuovere l'innovazione e accelerare la trasformazione digitale nella pubblica amministrazione e nelle imprese. In concreto, offriamo competenze tecniche e consulenza strategica per accompagnare questi attori nell'adozione di soluzioni digitali sicure, contribuendo così a ridurre il divario digitale all'interno di un dato territorio. L'idea non è semplicemente informatizzare uffici pubblici o PMI, ma costruire le fondamenta perché tecnologie avanzate — come l'intelligenza artificiale, la cybersecurity o l'high-performance computing — diventino strumenti concreti della vita quotidiana, anche per i cittadini. Si tratta, in sostanza, di aiutare le imprese a scoprire il mondo della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale attraverso servizi mirati, che permettano loro di porre le basi necessarie per un trasferimento tecnologico efficace nelle proprie attività.

DIPS fa parte della rete degli EDIH, gli European Digital Innovation Hub, pur non essendo un EDIH in senso stretto. Come valuta l'esperienza di DIPS nel contesto nazionale e come potrebbe essere valorizzata a livello europeo?

Per inquadrare il progetto nel suo contesto, è utile ricordare cosa sono gli European Digital Innovation Hub: si tratta di sportelli unici — one stop shop — pensati per supportare la pubblica amministrazione nell'adozione delle nuove tecnologie. DIPS si inserisce in questo ecosistema come una soluzione specializzata a livello nazionale per il trasferimento di soluzioni di intelligenza artificiale nei servizi pubblici. I servizi offerti spaziano dal test before invest al co-design, dalla formazione all'orientamento sui finanziamenti disponibili, tutto con l'obiettivo di favorire l'adozione delle nuove tecnologie su un territorio specifico. Il nostro progetto opera in Italia avvalendosi di un insieme di attori specializzati nei diversi ambiti: dalla formazione allo sviluppo tecnologico, dall'accesso ai fondi alla consulenza strategica.

Qual è il valore aggiunto che DIPS può offrire a un'azienda rispetto ad altri servizi già disponibili sul mercato?

Un progetto come il nostro consente di costruire basi solide per le aziende coinvolte, affiancandole con esperti di dominio specifico e dotandole degli strumenti necessari per erogare i propri servizi in modo più consapevole e allineato allo stato dell'arte. Un'azienda, ad esempio, può essere supportata nel colmare la distanza tra le proprie competenze attuali e le aspettative della pubblica amministrazione, arrivando a quell'incontro con le infrastrutture e le conoscenze adeguate. Il vero valore aggiunto sta nella personalizzazione: la consulenza è calibrata sulle esigenze reali dell'azienda. Chi è già esperto nello sviluppo tecnologico ma meno aggiornato sul fronte normativo riceverà un supporto mirato su quel fronte; chi invece è meno avanzato digitalmente viene accompagnato gradualmente, fino a raggiungere il livello dei propri competitor. È un meccanismo che, in definitiva, contribuisce a ridurre il divario digitale tra i diversi attori del territorio.

È attiva una call per gli EDIH 2.0. Rappresenta un'opportunità per voi? In che modo?

Assolutamente sì. La vediamo come una naturale evoluzione del lavoro svolto finora, percorribile su più fronti. Da un lato, consente di rafforzare la sostenibilità del modello già implementato e di ampliarne ulteriormente la scala di impatto nella società. Dall'altro, offre la possibilità di portare al passo successivo le soluzioni già sviluppate: chi ha partecipato a un co-design potrebbe, ad esempio, passare alla fase di test, e così via lungo il percorso di maturità tecnologica. Si tratta quindi di riprendere quanto avviato con DIPS per approfondirlo, crescere nel numero di pubbliche amministrazioni e imprese coinvolte, e ampliare l'impatto complessivo. C'è poi la possibilità di integrare nuovi elementi: all'avvio di DIPS alcune componenti erano ancora in fase di definizione, e la velocità con cui si muove questo settore apre continuamente nuovi spazi di sviluppo. Senza dimenticare la prospettiva di partecipare a reti più ampie. In sintesi, c'è ancora molto da costruire e da far evolvere rispetto a quanto realizzato finora.

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